Gjergj Kastriot Skanderbeg |
Gjergj Kastriot Skanderbeg, l'Eroe Nazionale Albanese morto nel 1468, dopo 25 anni passati a combattere i Turchi-Ottomani, riuscendo nella gloriosa impresa di fermarne l'avanzata verso l'europa occidentale, ivi compresa l'Italia, e' ancora li' sul suo cavallo al centro della piazza principale di Tirana ad osservare il suo amato popolo ed a sperare che prima o poi esso possa riconquistare quella liberta' per la quale egli aveva dato la Vita.
Sì quella liberta' che per la maggior parte degli Albanesi e' ancora oggi una chimera, perche' nonostante si parli continuamente della liberazione dalla tirannia di Enver Hoxha, oggi, agli inizi del terzo millennio, quella sofferta liberta', per i nipoti dell'eroico Skanderbeg e' ancora ben lungi dall'essere a portata di mano.
Questo popolo infatti, allo stato attuale, e' libero di circolare solo all'interno del paese in quanto il kafkiano iter imposto dai regolamenti per l'ottenimento dei visti di ingresso nello spazio Schengen, ed in particolare per quelli per motivi di affarii, è, per non scadere nel turpiloquio, quantomeno di difficile percorribilità.
E pensare che se i paesi vicini fossero appena un po' più lungimiranti (l'Italia a maggior ragione data la sua vicinanza e le affinita' storiche), e di intuire le enormi potenzialita' commerciali degli Albanesi dando loro modo di muoversi un po' piu' liberamente, oggi questo paese non avrebbe piu' bisogno di grandi aiuti esterni; si sarebbe enormemente sviluppato diventando il maggior punto di interscambi commerciali tra l'est e l'ovest Europeo. Cio' porterebbe ad un movimento economico non indifferente, con relativo aumento dei redditi, e di conseguenza del benessere, con il risultato di una voglia interna di tranquillita' che naturalmente e' oggi quella che manca affinche' il paese si normalizzi.
Queste pagine del nostro sito non vogliono essere una esternazione di saggezza, ma solo il frutto della esperienza fatta in questo paese in nove anni di permanenza; un Paese che non e' solo quello che si legge e si sente sui Media Italiani; un Paese che ha un suo orgoglio ed una sua dignita'; un paese dove non tutto e' "mafia " ( e non certamente piu' che altrove), dove ci sono persone oneste che vorrebbero lavorare in tranquillita' nella stessa percentuale di altri paesi, cosi' come negli altri paesi ci sono disonesti nella stessa percentuale che in Albania.
E a tutti i giornalisti, in particolar modo a quelli dello "strillo" facile, vorremmo dire che l'esportazione di criminalita' non avviene unicamente verso l'Italia, ma e' particolarmente vivace anche in senso inverso. quello che addolora e' che di quest'ultima nessuno ne parla! MAI !!!!!
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Rrofte Shqiperia !!!!!!!!!!!!